A. Romano, Non sapere di non sapere. Profili di antropologia e linguistica della verità, Aracne, Roma 2020.
Dalla quarta di copertina: «Noto come effetto Dunning–Kruger, il “non sapere di non sapere” o meta–ignoranza non è solo una distorsione cognitiva più diffusa di altre, ma un fenomeno costitutivo del soggetto che impegna la produzione culturale da Socrate all’attuale post–truth. A partire dai concetti di verità, identità, ricorsività e dalla loro mutazione nelle nuove tecnologie, il volume riassume per temi i percorsi che portano dalle riflessioni della French Theory sul pre–individuale e sulla metastabilità del processo d’individuazione alle implicazioni della cybercultura sulla multiversalità, sulla funzione computazionale del linguaggio e sulla disindividualizzazione della soggettività».
Indice
Premessa
Introduzione. Tecniche di decervellaggio
Prima Parte
Capitolo I
Morfologia della verità
1.1. Iterabilità. La ripetizione per Michel Leiris
1.2. Binarietà. Il “fort–da” per Sigmund Freud
1.3. Trasferibilità. La sincronia per Jacques Lacan
1.4. Ordinabilità. Il problema dell’Uno per Platone
1.5. Trasmissibilità. Il significante per Andersen
Capitolo II
Historia dell’autoinganno
2.1. Incompletezza. José Ortega y Gasset e la verità
2.2. Messa in scena. Erving Goffman e la rappresentazione
2.3. Chora. Jacques Derrida e l’architettura
2.4. Schema. Johan Huizinga e il gioco
2.5. Inganno veritiero. Lucien Lévy–Bruhl e la logica
Seconda Parte
Capitolo I
I significanti dell’imperatore
1.1. Indivisibilità. La città in(di)visibile
1.2. Retroazione. Il pre–monitor
1.3. Relazione negata. Da un capro all’altro
1.4. Atesi. Loop in fabula
1.5. Relazione oggettuale. L’incredibile link
Terza Parte
Capitolo I
La cospirazione assoluta
1.1. Altro Assoluto